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Foto Punta Cialancia 5 agosto 2025
Stefano, Alessandro
Gran bella gita con Alessandro in Val Germanasca nella conca dei Tredici Laghi, un anfiteatro suggestivo caratterizzato dalla presenza di numerosi laghetti, mulattiere militari, caserme e perfino cannoni.
Da Perosa Argentina (17 km dopo Pinerolo) risaliamo in auto il profondo solco del torrente Germanasca - tributario di destra del Chisone - e arriviamo a Ghigo di Prali (m. 1455) dove parcheggiamo. Due seggiovie ci portano dapprima al Pian Alpet (m. 2232) e successivamente al Bric Rond (m. 2480) che è il punto di partenza della nostra escursione. Il cielo è sereno e la giornata si preannuncia strepitosa.
Dall’arrivo della seconda seggiovia il sentiero scende a mezzacosta facendo il suo ingresso nel maestoso anfiteatro presso il Lago dell’Uomo (m. 2360) e raggiungendo poi le grandi caserme “Perrucchetti” edificate a fine Ottocento e dedicate al generale fondatore del Corpo degli Alpini. Descrivendo un ampio semicerchio ai piedi di Punta Cornour, la mulattiera militare incontra i Laghi Verdi (m. 2493) e giunge a una biforcazione: noi prendiamo il ramo di destra che sale a tornanti su terreno sempre più severo e ripido fino al Passo del Roux (m. 2830), dove si trovano i ruderi dei ricoveri costruiti intorno al 1889 dal Terzo Reggimento Alpini. Poco sotto il passo incrociamo un nutrito gruppo di escursionisti in discesa: tutti - ma proprio tutti - si prodigano in larghi complimenti ed elogi con Alessandro che resta sorpreso, contento e imbarazzato al tempo stesso.
La mulattiera procede ora sul versante opposto a ridosso della cresta con alcuni tratti leggermente esposti ma mai pericolosi. Infine, dopo un ultimissimo tratto di salita, raggiungiamo la Punta Cialancia (m. 2855) da dove si gode una vista superba su tutta la conca dei Tredici Laghi e verso il Monviso. Poco sotto la vetta, al riparo dall’aria, ci fermiamo a mangiare.
Al ritorno non percorriamo la stessa via ma continuiamo a seguire la mulattiera che digrada a mezzacosta - prima dolcemente, poi sempre più decisa - fino all’insellatura del Passo Cialancia (m. 2683); da dove, svoltando a sinistra, facciamo rientro nella conca. In breve scendiamo al sottostante Lago Ramella, meglio conosciuto come Lago dei Cannoni (m. 2586) perché qui si trovano due affusti di cannone da 149 mm utilizzati nel giugno 1940 durante l’attacco alla Francia. Immaginare come siano stati trasportati fin qui risulta quasi incredibile considerando che pesano - come si può ancora leggere - “con otturatore kg 3.700, senza otturatore kg 3.628”. Alessandro si arrampica su uno dei due e si mette a cavalcioni della canna, proprio come facevano gli artiglieri durante lo spostamento dei pezzi.
Dal lago riprendiamo la marcia portandoci - con una breve risalita tra le rocce - sopra il crestone che scende al Bric Rond. Infine, al termine di un lungo diagonale a mezzacosta attraverso i ripidissimi pendii del Cappello d’Envie, concludiamo il nostro anello e la nostra bellissima escursione facendo ritorno alla stazione di arrivo della seggiovia. Alessandro, che ha camminato per sei ore filate senza fiatare, continua a ripetere che “è proprio un bel posto”: segno evidente che la gita deve essergli piaciuta davvero tanto
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