lemiegite
:
  home   /  data per data   /  i monti   /  gli anni '60  /   le traversate   /   lo sci  

HOME PAGE

www.escursioniliguria.it

Foto Galleria del Lagazuoi 23 agosto 2025
Stefano, Alessandro
Settimana di vacanza a San Cassiano in Val Badia con tempo complessivamente buono che ci ha permesso di camminare quasi tutti i giorni.
Come prima escursione decidiamo di visitare la galleria di guerra del Lagazuoi completamente recuperata e attrezzata tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila. Lunga poco più di un chilometro, venne scavata nelle viscere della montagna tra la Cengia Martini (collocata pressappoco a metà parete) e l’anticima del Piccolo Lagazuoi per portare ingenti quantità di esplosivo proprio sotto le posizioni austriache sistemate sulla cima. La mina venne fatta brillare il 20 giugno 1917 ma gli Alpini non riuscirono ad avanzare oltre il cratere dell’esplosione perchè vennero arrestati con ingenti perdite dalle cannonate austriache.
Alle 9 di mattina al Passo Falzarego (m. 2105) l’aria è decisamente fredda e le nubi si addossano alle Tofane tra squarci di sereno. Affittiamo i caschi con le lampade frontali e prendiamo i biglietti della funivia. Quindi - con il portafoglio sensibilmente più leggero - saliamo in cabina fino al Piccolo Lagazuoi (m. 2732) dove tira un vento gelido. L’inizio del sentiero attrezzato che conduce all’anticima non è forse adatto per chi soffre il vuoto e Chiara non se la sente: scenderà in funivia e ci aspetterà giù al Falzarego, anche lei con il portafoglio più leggero.
Io e Alessandro ci avviamo verso l’imbocco superiore della galleria in uno spalto dolomitico severo e maestoso. Giunti all’ingresso (m. 2667) accendiamo la luce sui caschi ed entriamo. Un’infinità di gradini in legno o tagliati nella roccia e una fune metallica rendono la discesa più agevole rispetto a quella che qui feci nel lontano 1992. Umida e buia, la galleria è rischiarata solo per brevi tratti da feritoie e finestre scavate nella roccia. Oltre al ramo principale, costruito per piazzare l’esplosivo, ci sono le biforcazioni della galleria di spalla (dal cui sbocco esterno sull'anticima uscirono le pattuglie italiane di assaltatori dopo lo scoppio della mina) e della galleria di artiglieria, da dove i cannoni italiani tiravano verso il Sasso di Stria.
Dopo quasi un’ora di faticosa discesa raggiungiamo l’uscita (m. 2350) situata presso l’ampia cengia che porta il nome del maggiore Martini; e dopo tanto buio, il sole ci acceca. Dall’uscita uno spettacolare percorso attrezzato si snoda alla base della parete sopra i ripidi ghiaioni e si collega con la grande mulattiera che conduce giù al Falzarego.
L’aria si è fatta più tiepida e Chiara è in fondo ad aspettarci. Alessandro è entusiasta di tutto ciò che ha visto e archiviamo con soddisfazione questa prima gita della settimana
lemiegite :   home   /  data per data   /  i monti   /  gli anni '60  /   le traversate   /   lo sci