Foto Saline e Pian Ballaur 13 giugno 2026 |
| Stefano, Roberto |
Altra gita in Val d’Ellero - questa volta con Roberto - dopo quella fatta dieci giorni fa con Alessandro e Chiara.
Anche oggi partiamo da Porta di Pian Marchisio (m. 1634, 9 km sopra Rastello) e alle 8.30 ci mettiamo in cammino tra pascoli e praterie in direzione del Passo delle Saline (m. 2177), che raggiungiamo alle 10.15. La giornata è splendida, insolitamente tersa per la stagione, calda sì ma non opprimente. L’unica nota dolente sono le zanzare. E’ la prima volta che le vedo in questi luoghi: sono tantissime e si addensano in sciami ondeggianti che ci avviluppano e ci tormentano durante tutta la salita. L’unica nostra difesa è il movimento continuo, ininterrotto: proprio come recitava un vecchio motto, oggi più che mai “chi si ferma è perduto”.
Dopo il Passo delle Saline l’ascesa si fa più tosta; il sole batte forte e le zanzare infieriscono su gambe e braccia. Alle 11 siamo in vetta (m. 2613), tra nugoli di insetti assetati di sangue e panorami meravigliosi: un connubio inconsueto e bizzarro. Veramente bella è la vista che si gode dalla croce più bassa, quella che si affaccia sopra il Rifugio Mondovì e il Pian Marchisio.
Dalle Saline scendiamo in direzione ovest tra praterie e roccioni affioranti per poi rimontare il ripido versante orientale di Cima Pian Ballaur fino alla sua spianata sommitale (m. 2603). Qui le zanzare sembrano essere meno numerose e un po’ meno aggressive, ma in ogni caso evitiamo di fermarci.
Dalla Ballaur il crinale - dapprima larghissimo, poi via via più stretto e infine esile e affilato - digrada sensibilmente fino ai 2349 metri del Colle del Pas sullo spartiacque Tanaro-Ellero.
Seguiamo ora l’indicazione per Porta Biecai e il Rifugio Mondovì passando dal piccolo e azzurro Lago Rataira (m. 2204). Procedendo tra rocce montonate (sagomate dall’azione degli antichi ghiacciai) e pascoli d’alta quota, scendiamo nella grande conca del Lago Biecai ormai in fase di prosciugamento. Non ci resta che “varcare” l’intaglio di Porta Biecai (m. 2004) e discendere la bastionata che serra la valletta del Rio Ciappa, quest’ultima tappezzata da splendide fioriture di rododendri.
Ci dissetiamo alla freschissima fontana del Rifugio Mondovì (m. 1755) affollato di escursionisti e alle 14.30, dopo sei ore di cammino, facciamo ritorno a Porta di Pian Marchisio e all’auto. Anche questa - come quella di dieci giorni fa - è stata una gita davvero bella e la Val d’Ellero si conferma come uno degli angoli più incantevoli delle Alpi Liguri |
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