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Foto Mindino 17 marzo 2026
Stefano, Alessandro

Ciaspolata con Alessandro nuovamente sul Mindino in una giornata di cielo sereno e di forte tramontana. Dopo l’abbondante nevicata dell’altro ieri, il Mindino è sicuramente la gita che offre maggiori garanzie per il percorso sicuro, il dislivello contenuto e l’esposizione ottimale. Oggi la salita sarà comunque abbastanza faticosa per la grande quantità di neve presente e non ancora sufficientemente compattata.
Partiamo alle 8.45 dalla Colla di Casotto (m. 1381) e prendiamo quota nella faggeta seguendo i segnavia bianco-rossi. Lo spessore del manto è ragguardevole: se vi si infila un bastoncino lungo più di un metro fino alla manopola dell’impugnatura, la punta non arriva a toccare il terreno.
Il cielo è sereno e la temperatura quasi primaverile ma sulle immacolate distese di neve sopra il limitare del bosco tira una tramontana tesa e vigorosa; dapprima è sopportabile, poi si fa più intensa fino a divenire tempestosa sul plateau sommitale. Allora procedo chinato in avanti tenendo ben stretto il braccio di Alessandro, onde evitare che qualche raffica ancor più violenta lo butti a terra.
Alle 11.30 siamo sulla cima spazzata dalla tormenta e ci acquattiamo a ridosso del massiccio basamento - sul lato sud - dove incredibilmente troviamo una piccola zona di calma assoluta: pochi metri sopra di noi le masse d’aria impattano contro la struttura della croce emettendo un frastuono assordante e staccando dal traliccio frammenti di ghiaccio che ci grandinano sulla testa. In ogni caso riusciamo a mangiare più o meno in tranquillità al riparo dalla tramontana e al tepore del sole.
Ringrazio lo scialpinista di Frabosa che ci ha scattato la foto di vetta e che l’anno scorso, durante una ciaspolata, avevo già incontrato sotto il Dente del Seirasso.
La discesa è rapida e divertente: nella parte alta procediamo spediti con il vento “in poppa” e tra i faggi la tanta neve soffice ci consente di sgambettare allegramente anche nei tratti più ripidi. E così in poco più di un’ora facciamo ritorno alla Colla di Casotto (ore 13.15) dove gli innumerevoli rivoli d’acqua originati dalla fusione del manto preannunciano l’arrivo imminente della primavera

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