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Foto Reixa e Dato 15 luglio 2014
Gianni, Franca
Bel tempo. Fresco. Siamo a Vara e possiamo partire da casa senza toccare la macchina, stare fuori tutto il giorno e mappare con il gps i sentieri che ancora non compaiono nelle mappe. L’idea è di fare un giro completo sui monti che circondano Vara. Alle 8,30 partiamo e seguiamo fedelmente il segnavia del quadrato giallo pieno che porta all’Argentea. Il sentiero è perfetto: oltre ai segni pitturati di fresco il Parco ha provveduto al taglio dell’erba e al defrascamento. Merita percorrerlo anche se si snoda vicino alla sterrata della Bucastrella
Bel tempo. Fresco. Siamo a Vara e possiamo partire da casa senza toccare la macchina, stare fuori tutto il giorno e mappare con il gps i sentieri che ancora non compaiono nelle mappe. L’idea è di fare un giro completo  sui monti che circondano Vara. Alle 8,30 partiamo e seguiamo fedelmente il segnavia del quadrato giallo pieno che porta all’Argentea. Il sentiero è perfetto: oltre ai segni pitturati di fresco il Parco ha provveduto al taglio dell’erba e al defrascamento. Merita percorrerlo anche se si snoda vicino alla sterrata della Bucastrella
Al di là di Pian di Lerca l’orizzonte è una striscia di foschia che unisce terra e mare. Peccato!
Al di là di Pian di Lerca l’orizzonte è una striscia di foschia che unisce terra e mare. Peccato!
Prima tappa e spuntino al Rifugio Argentea per il momento ancora chiuso
Prima tappa e spuntino al Rifugio Argentea per il momento ancora chiuso
Un nuovo cartello ricco di immagini è stato sistemato sul locale del gruppo elettrogeno e nel cartello sono indicati tutti i comuni che hanno aderito al Parco: Masone, Campoligure, Rossiglione, Tiglieto, Sassello, Stella, Arenzano, Cogoleto, Varazze … perfino Genova. Tutti eccetto Urbe e le sue frazioni (S. Pietro, Vara Inferiore e Superiore, Martina e Acquabianca) che geograficamente sono il cuore del parco ma che a suo tempo avevano scelto di non aderire e sono rimaste tagliate fuori
Un nuovo cartello ricco di immagini è stato sistemato sul locale del gruppo elettrogeno e nel cartello sono indicati tutti i comuni che hanno aderito al Parco: Masone, Campoligure, Rossiglione, Tiglieto, Sassello, Stella, Arenzano, Cogoleto, Varazze … perfino Genova. Tutti eccetto Urbe e le sue frazioni (S. Pietro, Vara Inferiore e Superiore, Martina e Acquabianca) che geograficamente sono il cuore del parco ma che a suo tempo avevano scelto di non aderire e sono rimaste tagliate fuori
D’improvviso sento un’esclamazione sorpresa: “Lilli!”. Mi volto e vedo una bella signora che chiama Gianni col diminutivo di quando era bambino. Un incontro piacevole: Lilli era e Lilli è rimasto per chi lo ha conosciuto in quegli anni lontani
D’improvviso sento un’esclamazione sorpresa: “Lilli!”. Mi volto e vedo una bella signora che chiama Gianni col diminutivo di quando era bambino. Un incontro piacevole: Lilli era e Lilli è rimasto per chi lo ha conosciuto in quegli anni lontani
Riprendiamo il cammino ...
Riprendiamo il cammino ...
... e alle 11,20 siamo alla Rocca Vaccaria ma non riesco a scattare una foto perché la madonnina senza testa mi mette in soggezione. Chissà se qualcuno ha in progetto di sostituirla!
... e alle 11,20 siamo alla Rocca Vaccaria ma non riesco a scattare una foto perché la madonnina senza testa mi mette in soggezione. Chissà se qualcuno ha in progetto di sostituirla!
Proseguiamo la nostra passeggiata sul filo del crinale e poco dopo tocchiamo il Reixa e l’anticima del Reixa
Proseguiamo la nostra passeggiata sul filo del crinale e poco dopo tocchiamo il Reixa e l’anticima del Reixa
Sfiliamo a lato della Cima Faiallo e ...
Sfiliamo a lato della Cima Faiallo e ...
... scendiamo all’area picnic del Faiallo dove ci sediamo comodamente su una delle tante panche a consumare il nostro pranzo (12,30). Intorno a noi ci sono famiglie e bambini che giocano. Poco distante c’è l’albergo-rifugio che è stato rinnovato e ingrandito qualche anno fa e che ora si chiama La Nuvola sul Mare
... scendiamo all’area picnic del Faiallo dove ci sediamo comodamente su una delle tante panche a consumare il nostro pranzo (12,30). Intorno a noi ci sono famiglie e bambini che giocano. Poco distante c’è l’albergo-rifugio che è stato rinnovato e ingrandito qualche anno fa e che ora si chiama La Nuvola sul Mare
All’una, infreddoliti per la sosta all’ombra, ci rimettiamo in cammino. Attraversiamo la provinciale ed entriamo nel bosco dove i cartelli bianchi del comune segnalano i sentieri per Acquabianca, Martina e Vara; sugli alberi sono pitturati i segnavia del cerchio giallo, che proviene da S. Pietro d’Olba, e delle due crocette gialle che arrivano da Martina
All’una, infreddoliti per la sosta all’ombra, ci rimettiamo in cammino. Attraversiamo la provinciale ed entriamo nel bosco dove i cartelli bianchi del comune segnalano i sentieri per Acquabianca, Martina e Vara; sugli alberi sono pitturati i segnavia del cerchio giallo, che proviene da S. Pietro d’Olba, e delle due crocette gialle che arrivano da Martina
L’ambiente cambia. L’erba è alta, il sentiero trascurato. Immagino che sia il prezzo che paga Urbe per non essere nel parco. E’ zona da mappare perché lunghi tratti non compaiono ancora. Le Openmap, che sono le mappe che ho caricato sul navigatore, stanno crescendo a vista d’occhio e diventano via via più precise e dettagliate. Sono le mappe libere che ognuno può scaricare gratuitamente e a cui tutti possono collaborare servendosi dei propri tracciati
L’ambiente cambia. L’erba è alta, il sentiero trascurato. Immagino che sia il prezzo che paga Urbe per non essere nel parco. E’ zona da mappare perché lunghi tratti non compaiono ancora. Le Openmap, che sono le mappe che ho caricato sul navigatore, stanno crescendo a vista d’occhio e diventano via via più precise e dettagliate. Sono le mappe libere che ognuno può scaricare gratuitamente e a cui tutti possono collaborare servendosi dei propri tracciati
Radure con erba alta e felci circondate dai faggi, un cartello con l’indicazione del sentiero “Foi lunghi” dove “foi” sta per faggi, un altro che ci dice che siamo sul Bric Dato, un rilievo erboso pressoché ignorato dal quale si può dominare il panorama circostante
Radure con erba alta e felci circondate dai faggi, un cartello con l’indicazione del sentiero “Foi lunghi” dove “foi” sta per faggi, un altro che ci dice che siamo sul Bric Dato, un rilievo erboso pressoché ignorato dal quale si può dominare il panorama circostante
Il sentiero, che fino ad ora si era tenuto alto, scende e si avvicina alla provinciale tanto che vediamo i tetti delle case Zanotta sul lato opposto della strada. Incrocia e segue un tratto di sterrata in mezzo a grandi faggi, torna ad essere un sentiero ed esce allo scoperto. Che caldo! Dopo il fresco piacevole di questa mattina, infreddolita dalla sosta all’ombra al Passo del Faiallo, ora patisco il caldo e improvvisamente mi sento stanca. Però …
Il sentiero, che fino ad ora si era tenuto alto, scende e si avvicina alla provinciale tanto che vediamo i tetti delle case Zanotta sul lato opposto della strada. Incrocia e segue un tratto di sterrata in mezzo a grandi faggi, torna ad essere un sentiero ed esce allo scoperto. Che caldo! Dopo il fresco piacevole di questa mattina, infreddolita dalla sosta all’ombra al Passo del Faiallo, ora patisco il caldo e improvvisamente mi sento stanca. Però …
Però c’è un altro cartello che recita “I segni della Madonna”: una deviazione in salita che se fosse già tracciata sulla mappa tralascerei senz’altro ma che, non comparendo ancora, mi sento in dovere di esplorare. Ai margini di un prato c’è una piccola madonnina protetta da una grata murata in un cippo, una madonnina che nessuno conosce e sulla quale non sono riuscita a trovare informazioni ma che qualcuno passa a visitare visto che nel vasetto ci sono dei fiori. D’istinto raccolgo qualche margherita e riempio il contenitore con la mia bottiglietta d’acqua. Poi torno al sentiero
Però c’è un altro cartello che recita “I segni della Madonna”: una deviazione in salita che se fosse già tracciata sulla mappa tralascerei senz’altro ma che, non comparendo ancora, mi sento in dovere di esplorare. Ai margini di un prato c’è una piccola madonnina protetta da una grata murata in un cippo, una madonnina che nessuno conosce e sulla quale non sono riuscita a trovare informazioni ma che qualcuno passa a visitare visto che nel vasetto ci sono dei fiori. D’istinto raccolgo qualche margherita e riempio il contenitore con la mia bottiglietta d’acqua. Poi torno al sentiero
Il sole è implacabile, sono stanca. Ormai siamo alla Colla dei Cianetti, in prossimità di Vara Superiore. Il sentiero diventa una strada asfaltata. La Cappella Colla dei Cianetti, dedicata alla Nostra Signora della Misericordia, ci ricorda un episodio lontano. Un tal Nicola Siri, rifugiatosi sopra un albero per sfuggire all’aggressione di “lupi famelici” che infestavano la zona, aveva fatto voto che se si fosse salvato avrebbe ringraziato la Madonna costruendole una chiesetta (fonte: “I luoghi di culto in Alta Val d’Orba e Sassello di Don Enrico Principe”)
Il sole è implacabile, sono stanca. Ormai siamo alla Colla dei Cianetti, in prossimità di Vara Superiore. Il sentiero diventa una strada asfaltata. La Cappella Colla dei Cianetti, dedicata alla Nostra Signora della Misericordia, ci ricorda un episodio lontano. Un tal Nicola Siri, rifugiatosi sopra un albero per sfuggire all’aggressione di “lupi famelici” che infestavano la zona, aveva fatto voto che se si fosse salvato avrebbe ringraziato la Madonna costruendole una chiesetta (fonte: “I luoghi di culto in Alta Val d’Orba e Sassello di Don Enrico Principe”)
Poche centinaia di metri e siamo alla Colla Vassuria, un quadrivio di strade tra le quali scegliamo via Marasca per raggiungere Vara attraverso le località Mondamito, Mrizu e Brescia. E, a proposito di Mrizu, un ultimo appunto: Mrizu probabilmente sta per meriggio e, come ci spiega Andrea Parodi nel suo libro “Beigua Geopark” a proposito di un toponimo simile (mrizzu), si riferisce a sito riparato e ombroso in cui gli animali sostavano a riposare … nelle ore più calde della giornata … Siamo a casa, stanchi forse più per il caldo del meriggio che per la lunghezza della gita che pure è notevole. Sono le 15,50, abbiamo percorso 19 chilometri e 770 metri di dislivello in 6 ore di cammino effettivo
Poche centinaia di metri e siamo alla Colla Vassuria, un quadrivio di strade tra le quali scegliamo via Marasca per raggiungere Vara attraverso le località Mondamito, Mrizu e Brescia. E, a proposito di Mrizu, un ultimo appunto: Mrizu probabilmente sta per meriggio e, come ci spiega Andrea Parodi nel suo libro “Beigua Geopark” a proposito di un toponimo simile (mrizzu), si riferisce a sito riparato e ombroso in cui gli animali sostavano a riposare … nelle ore più calde della giornata … Siamo a casa, stanchi forse più per il caldo del meriggio che per la lunghezza della gita che pure è notevole. Sono le 15,50, abbiamo percorso 19 chilometri e 770 metri di dislivello in 6 ore di cammino effettivo
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dalla piazza della chiesa (m. 672) - strada comunale per il Dano - ponte sull’Orba (m. 635) - Casa Bucastrella (m. 750) - rotabile sterrata Tenuta Bucastrella - Passo Pian di Lerca (m. 1034) - Rifugio Argentea (Cima Pian di Lerca, m. 1090) - Rocca Vaccaria (m. 1167) - Monte Reixa (m. 1183) - Passo del Faiallo (m. 1061) - attraversamento strada provinciale - Bric Dato (m. 1102) - Colla dei Cianetti (931) - Colla Vassuria (m. 894) - località Mondamito - località Mrizu - località Brescia - Vara Inferiore
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dalla piazza della chiesa (m. 672) - strada comunale per il Dano - ponte sull’Orba (m. 635) - Casa Bucastrella (m. 750) - rotabile sterrata Tenuta Bucastrella - Passo Pian di Lerca (m. 1034) - Rifugio Argentea (Cima Pian di Lerca, m. 1090) - Rocca Vaccaria (m. 1167) - Monte Reixa (m. 1183) - Passo del Faiallo (m. 1061) - attraversamento strada provinciale - Bric Dato (m. 1102) - Colla dei Cianetti (931) - Colla Vassuria (m. 894) - località Mondamito - località Mrizu - località Brescia - Vara Inferiore
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