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Foto Rifugio Battisti 24 agosto 2014
Gianni, Franca
Sono tornata a fare visita al mio paese, nel cuore dell’alto Appennino Reggiano. Per prima cosa ho desiderato rivedere la casa, che ho trovato aperta, pulita e accogliente grazie a mio fratello che mi aspettava. Una casa lillipuziana dove tutto è a misura di gente piccola di statura che non aveva bisogno di chinarsi per salire le scale e che non prendeva continuamente zuccate nelle travi del soffitto. Subito dopo ho desiderato rivedere i miei monti
Alle 8,20 lasciamo la macchina alle Case di Civago (m. 1046). Il torrente Dolo trascina con sé una corrente di aria fredda e umida che ci fa indossare il pile pesante che avevamo pensato di lasciare nel bagagliaio. Ancora prima di arrivare alle Case di Civago avevamo notato gente in maglietta e calzoncini che si preparava per una corsa. Ora troviamo i nastri bianchi e rossi appesi agli alberi e le bandierine del Trial delle Forbici. Se c’è qualcosa e qualcuno per cui Gianni prova invidia è la corsa in montagna e chi la pratica. Vivesse un’altra volta ci proverebbe. Per ora si accontenta di salire adagio, zaino in spalla e berretto di lana sul largo e comodo sentiero che risale la Valle del Dolo e che è un tratto dell’antica Via delle Forbici che collegava Reggio a Lucca. Questa imponente foresta di abeti bianchi secolari e di faggi, racchiusa nella conca tra il Passo delle Forbici e il Passo di Lama Lite, sul confine tra la Toscana e l’Emilia, era un tempo feudo dei Canossa e nel XV secolo fu ceduta al Duca d’Este che la sfruttò per il taglio del legname. Da qui il nome Abetina Reale
Alle 8,20 lasciamo la macchina alle Case di Civago (m. 1046). Il torrente Dolo trascina con sé una corrente di aria fredda e umida che ci fa indossare il pile pesante che avevamo pensato di lasciare nel bagagliaio. Ancora prima di arrivare alle Case di Civago avevamo notato gente in maglietta e calzoncini che si preparava per una corsa. Ora troviamo i nastri bianchi e rossi appesi agli alberi e le bandierine del Trial delle Forbici. Se c’è qualcosa e qualcuno per cui Gianni prova invidia è la corsa in montagna e chi la pratica. Vivesse un’altra volta ci proverebbe. Per ora si accontenta di salire adagio, zaino in spalla e berretto di lana sul largo e comodo sentiero che risale la Valle del Dolo e che è un tratto dell’antica Via delle Forbici che collegava Reggio a Lucca. Questa imponente foresta di abeti bianchi secolari e di faggi, racchiusa nella conca tra il Passo delle Forbici e il Passo di Lama Lite, sul confine tra la Toscana e l’Emilia, era un tempo feudo dei Canossa e nel XV secolo fu ceduta al Duca d’Este che la sfruttò per il taglio del legname. Da qui il nome Abetina Reale
Al bivio per il Rifugio San Leonardo tiriamo dritto perchè la variante 605A che passa vicino al fiume sarà un mare di fango
Al bivio per il Rifugio San Leonardo tiriamo dritto perchè la variante 605A che passa vicino al fiume sarà un mare di fango
Attraversato il primo dei ponti in legno sul Dolo troviamo uno strano “tornello” (un vecchio e monco tronco di abete denudato dalla corteccia con i rami pitturati che si allargano tristemente a ventaglio) e un cartello ci spiega che serve per far entrare le persone, una alla volta, nello “spirito” dell’Abetina Reale
Attraversato il primo dei ponti in legno sul Dolo troviamo uno strano “tornello” (un vecchio e monco tronco di abete denudato dalla corteccia con i rami pitturati che si allargano tristemente a ventaglio) e un cartello ci spiega che serve per far entrare le persone, una alla volta, nello “spirito” dell’Abetina Reale
Poco più in alto un altro cartello e una poesia. Boh? Che sarà?
Poco più in alto un altro cartello e una poesia. Boh? Che sarà?
Intanto arriva un corridore, senza pettorale. E’ l’apripista che Gianni interroga per sapere della marcia: i 200 concorrenti sono partiti alle 9 e mezzo e prima di arrivare dove siamo noi faranno un lungo giro per cui li incontreremo parecchio più in alto
Intanto arriva un corridore, senza pettorale. E’ l’apripista che Gianni interroga per sapere della marcia: i 200 concorrenti sono partiti alle 9 e mezzo e prima di arrivare dove siamo noi faranno un lungo giro per cui li incontreremo parecchio più in alto
Il secondo ponte in legno è ricoperto da uno spesso strato di fango, segno che il fiume, in una delle sue tante piene, lo ha scavalcato e sommerso
Il secondo ponte in legno è ricoperto da uno spesso strato di fango, segno che il fiume, in una delle sue tante piene, lo ha scavalcato e sommerso
Man mano saliamo incontriamo altre opere organizzate da Arteumanza che quest’anno si è sbizzarrita nell’Abetina Reale, qualcuna simpatica come la Biblioteca Regale che contiene davvero qualche volume e qualcuna inquietante come gli stracci bianchi e chiazzati di rosso che avrebbero l’intenzione di essere un Monumento alle vittime dell’umanità. Ma tutto questo l’ho saputo dopo, interrogando Internet, perché sul momento davvero non ci ho capito nulla
Man mano saliamo incontriamo altre opere organizzate da Arteumanza che quest’anno si è sbizzarrita nell’Abetina Reale, qualcuna simpatica come la Biblioteca Regale che contiene davvero qualche volume e qualcuna inquietante come gli stracci bianchi e chiazzati di rosso che avrebbero l’intenzione di essere un Monumento alle vittime dell’umanità. Ma tutto questo l’ho saputo dopo, interrogando Internet, perché sul momento davvero non ci ho capito nulla
Alle 10 arriviamo al Rifugio Casa del Custode, inaugurato nel 2011 per affiancarsi all’attiguo Rifugio Segheria col quale forma un unico complesso
Alle 10 arriviamo al Rifugio Casa del Custode, inaugurato nel 2011 per affiancarsi all’attiguo Rifugio Segheria col quale forma un unico complesso
Al Rifugio Segheria (m. 1410), che prende il nome dall’antica segheria costruita nel XV secolo e rimasta in funzione fino alla fine degli anni sessanta, ...
Al Rifugio Segheria (m. 1410), che prende il nome dall’antica segheria costruita nel XV secolo e rimasta in funzione fino alla fine degli anni sessanta, ...
... è stato allestito un posto di ristoro ed è parcheggiata un’ambulanza a disposizione della marcia
... è stato allestito un posto di ristoro ed è parcheggiata un’ambulanza a disposizione della marcia
Il sentiero 605 continua ...
Il sentiero 605 continua ...
... e in un tratto è ancora perfettamente lastricato come in passato doveva essere tutta la Via delle Forbici, ...
... e in un tratto è ancora perfettamente lastricato come in passato doveva essere tutta la Via delle Forbici, ...
... risale il bosco con pendenza regolare ...
... risale il bosco con pendenza regolare ...
... e sbuca in una bella prateria
... e sbuca in una bella prateria
E’ qui che accanto a noi sfrecciano i primi corridori impegnati nell’ultima salita prima del Passo di Lama Lite (m. 1771). I primi cinque o sei salgono velocissimi, poi a intervalli arrivano gli altri. Raggiungeranno il Rifugio Battisti e infine torneranno a Civago dopo 25 chilometri di corsa
E’ qui che accanto a noi sfrecciano i primi corridori impegnati nell’ultima salita prima del Passo di Lama Lite (m. 1771). I primi cinque o sei salgono velocissimi, poi a intervalli arrivano gli altri. Raggiungeranno il Rifugio Battisti e infine torneranno a Civago dopo 25 chilometri di corsa
Al Passo di Lama Lite grossi nuvoloni scuri minacciano di coprire il Cusna che per il momento si staglia nitido nel cielo azzurro
Al Passo di Lama Lite grossi nuvoloni scuri minacciano di coprire il Cusna che per il momento si staglia nitido nel cielo azzurro
Il Prado è sopra di noi e sembra vicinissimo da raggiungere anche se la via normale in realtà fa un lungo giro
Il Prado è sopra di noi e sembra vicinissimo da raggiungere anche se la via normale in realtà fa un lungo giro
Il sentiero che seguiamo per il rifugio è quello che i corridori fanno al ritorno ...
Il sentiero che seguiamo per il rifugio è quello che i corridori fanno al ritorno ...
... e così succede che appena ne scorgiamo uno che sta arrivando saltiamo a lato per non ostacolarlo
... e così succede che appena ne scorgiamo uno che sta arrivando saltiamo a lato per non ostacolarlo
Eccoci al Cesare Battisti (m. 1761), meta della nostra gita, una bella casa di pietra grigia con le imposte bianche e rosse e un piccolo piazzale con tavoli e panche
Eccoci al Cesare Battisti (m. 1761), meta della nostra gita, una bella casa di pietra grigia con le imposte bianche e rosse e un piccolo piazzale con tavoli e panche
La sosta è brevissima e alle 11 e 30 risaliamo al passo per scattare qualche foto, incalzati dalle nuvole che viaggiano veloci: il Cusna che fa capolino dietro alla mole tondeggiante della Piella, ...
La sosta è brevissima e alle 11 e 30 risaliamo al passo per scattare qualche foto, incalzati dalle nuvole che viaggiano veloci: il Cusna che fa capolino dietro alla mole tondeggiante della Piella, ...
... l’Alpe di Vallestrina e il Ravino, ...
... l’Alpe di Vallestrina e il Ravino, ...
... il sentiero che sale al Passone ...
... il sentiero che sale al Passone ...
... e un primo piano sulla cresta del Cusna. Tutto è tranquillo ma tra poco su quella cresta ci sarà un gravissimo incidente e un escursionista perderà la vita, tradito da un sentiero facile ma esposto che aveva percorso tante volte. Noi non ci accorgiamo di niente e non vediamo né sentiamo l’elicottero dei soccorsi perché ...
... e un primo piano sulla cresta del Cusna. Tutto è tranquillo ma tra poco su quella cresta ci sarà un gravissimo incidente e un escursionista perderà la vita, tradito da un sentiero facile ma esposto che aveva percorso tante volte. Noi non ci accorgiamo di niente e non vediamo né sentiamo l’elicottero dei soccorsi perché ...
... dopo aver scattato una foto al Prado ...
... dopo aver scattato una foto al Prado ...
... e alla bandiera ...
... e alla bandiera ...
... scendiamo sulla prateria e rientriamo nel bosco. I concorrenti continuano a salire e l’ultimo ha un distacco dai primi di almeno due ore. Duecento corridori e duecento “buongiorno” contraccambiati
... scendiamo sulla prateria e rientriamo nel bosco. I concorrenti continuano a salire e l’ultimo ha un distacco dai primi di almeno due ore. Duecento corridori e duecento “buongiorno” contraccambiati
All’una siamo di ritorno alla Segheria dove parecchi escursionisti stanno pranzando sui tavoli sistemati all’aperto. Il cielo è velato e qualche refolo di vento fresco mi fa rabbrividire. Ci uniamo a loro giusto il tempo per mangiare un panino e una fetta di torta al cioccolato che è la specialità del rifugio poi riprendiamo il cammino verso Civago
All’una siamo di ritorno alla Segheria dove parecchi escursionisti stanno pranzando sui tavoli sistemati all’aperto. Il cielo è velato e qualche refolo di vento fresco mi fa rabbrividire. Ci uniamo a loro giusto il tempo per mangiare un panino e una fetta di torta al cioccolato che è la specialità del rifugio poi riprendiamo il cammino verso Civago
Ma con una variante: la visita al Rifugio San Leonardo (m. 1240), aperto da pochi anni sui ruderi dell’antico ospizio medievale che una volta dava rifugio ai viandanti che percorrevano la Via delle Forbici per andare in Lucchesia
Ma con una variante: la visita al Rifugio San Leonardo (m. 1240), aperto da pochi anni sui ruderi dell’antico ospizio medievale che una volta dava rifugio ai viandanti che percorrevano la Via delle Forbici per andare in Lucchesia
Terminiamo la nostra prima e bella gita di questo breve soggiorno alle tre del pomeriggio con 14,5 chilometri percorsi e un dislivello di quasi 900 metri
Terminiamo la nostra prima e bella gita di questo breve soggiorno alle tre del pomeriggio con 14,5 chilometri percorsi e un dislivello di quasi 900 metri
Il tracciato dell'escursione rilevato con il gps. Partenza dalle case di Civago (m. 1046) - sentiero n.605 che risale l'Alta Val Dolo nel cuore dell'Abetina Reale - Rifugio Casa del Custode e Rifugio Segheria (m. 1410) - Passo di Lama Lite (m. 1771) - Rifugio Cesare Battisti (m. 1761). Ritorno sullo stesso itinerario dell'andata eccetto la deviazione per il Rifugio San Leonardo (m. 1240)
Il tracciato dell'escursione rilevato con il gps. Partenza dalle case di Civago (m. 1046) - sentiero n.605 che risale l'Alta Val Dolo nel cuore dell'Abetina Reale - Rifugio Casa del Custode e Rifugio Segheria (m. 1410) - Passo di Lama Lite (m. 1771) - Rifugio Cesare Battisti (m. 1761). Ritorno sullo stesso itinerario dell'andata eccetto la deviazione per il Rifugio San Leonardo (m. 1240)
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