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Foto Alpe di Succiso e Casarola 11 settembre 2016
Stefano, Roberto
Dopo cinque anni di assenza sono tornato sull’Appennino Reggiano a cui sono sentimentalmente legato per averlo girato in lungo e in largo da bambino e da ragazzo; oggi sono in compagnia di Roberto che non è mai stato su queste montagne e che è curioso di conoscerle. Da Aulla percorriamo la tortuosa strada statale 63 fino al Passo del Cerreto (m. 1261) dove posteggiamo al cospetto dell’Alpe di Succiso, meta della nostra gita; una bella colazione al bar-ristorante del valico e siamo pronti per partire (ore 8). Il Passo del Cerreto acquistò importanza dopo che gli Estensi vi fecero costruire, intorno al 1830, la Via Regia Militare di Lunigiana che migliorò sensibilmente i collegamenti tra l’Alto Tirreno e la Val Padana. In precedenza i lenti cammini dei pellegrini avvenivano su strade spesso impervie e faticose, come la Via Parmesana che partiva da Sassalbo e che superava la catena appenninica al Passo dell’Ospedalaccio; ed è proprio verso questo antico valico che ci dirigiamo, seguendo il sentiero 00/GEA (segni bianco-rossi) che parte dal retro del bar-ristorante. Dopo aver aggirato a mezzacosta il versante nord del Colle Ospedalaccio (anticamente detto Monte Rapinale), ...
Dopo cinque anni di assenza sono tornato sull’Appennino Reggiano a cui sono sentimentalmente legato per averlo girato in lungo e in largo da bambino e da ragazzo; oggi sono in compagnia di Roberto che non è mai stato su queste montagne e che è curioso di conoscerle. Da Aulla percorriamo la tortuosa strada statale 63 fino al Passo del Cerreto (m. 1261) dove posteggiamo al cospetto dell’Alpe di Succiso, meta della nostra gita; una bella colazione al bar-ristorante del valico e siamo pronti per partire (ore 8). Il Passo del Cerreto acquistò importanza dopo che gli Estensi vi fecero costruire, intorno al 1830, la Via Regia Militare di Lunigiana che migliorò sensibilmente i collegamenti tra l’Alto Tirreno e la Val Padana. In precedenza i lenti cammini dei pellegrini avvenivano su strade spesso impervie e faticose, come la Via Parmesana che partiva da Sassalbo e che superava la catena appenninica al Passo dell’Ospedalaccio; ed è proprio verso questo antico valico che ci dirigiamo, seguendo il sentiero 00/GEA (segni bianco-rossi) che parte dal retro del bar-ristorante. Dopo aver aggirato a mezzacosta il versante nord del Colle Ospedalaccio (anticamente detto Monte Rapinale), ...
... sbuchiamo di nuovo sul crinale in prossimità del Passo dell’Ospedalaccio (m. 1271) che raggiungiamo in leggera discesa
... sbuchiamo di nuovo sul crinale in prossimità del Passo dell’Ospedalaccio (m. 1271) che raggiungiamo in leggera discesa
Qui sorge un grande cippo dell’epoca napoleonica che marcava il confine tra l’Impero Francese (a sud) e il Regno d’Italia (a nord); un confine di fatto formale dal momento che Napoleone Bonaparte regnava su entrambi. I sassalbini lo recuperarono dal bosco in cui era stato rovesciato per ordine dei sovrani restaurati dopo il 1815 (fonte: http://www.parcoappennino.it). Subito dopo imbocchiamo a sinistra il sentiero 00/671/GEA ...
Qui sorge un grande cippo dell’epoca napoleonica che marcava il confine tra l’Impero Francese (a sud) e il Regno d’Italia (a nord); un confine di fatto formale dal momento che Napoleone Bonaparte regnava su entrambi. I sassalbini lo recuperarono dal bosco in cui era stato rovesciato per ordine dei sovrani restaurati dopo il 1815 (fonte: http://www.parcoappennino.it). Subito dopo imbocchiamo a sinistra il sentiero 00/671/GEA ...
... che si inerpica fuori dal bosco su per le pendici del Monte Alto
... che si inerpica fuori dal bosco su per le pendici del Monte Alto
Al bivio successivo abbandoniamo l’itinerario 00 di spartiacque e svoltiamo a destra sul sentiero 671/GEA ...
Al bivio successivo abbandoniamo l’itinerario 00 di spartiacque e svoltiamo a destra sul sentiero 671/GEA ...
... che sale in diagonale in direzione di un costone boscoso (detto Costa della Marinella perché il vento di mare ne scioglie in fretta la neve)
... che sale in diagonale in direzione di un costone boscoso (detto Costa della Marinella perché il vento di mare ne scioglie in fretta la neve)
Scavalcata la Costa della Marinella presso quota 1533, entriamo dentro una bella faggeta che ci accompagna in leggera discesa ...
Scavalcata la Costa della Marinella presso quota 1533, entriamo dentro una bella faggeta che ci accompagna in leggera discesa ...
... fino all’amena conca del Prataccio (m. 1509), ...
... fino all’amena conca del Prataccio (m. 1509), ...
... posta al centro di un magnifico anfiteatro di origine glaciale. Sul fondo di questa conca, che un tempo ospitava un lago ora completamente interrato, serpeggia un piccolo ruscello che dà vita al Fiume Secchia (in realtà, dopo questo lungo periodo di siccità, a serpeggiare è rimasto soltanto l’alveo asciutto)
... posta al centro di un magnifico anfiteatro di origine glaciale. Sul fondo di questa conca, che un tempo ospitava un lago ora completamente interrato, serpeggia un piccolo ruscello che dà vita al Fiume Secchia (in realtà, dopo questo lungo periodo di siccità, a serpeggiare è rimasto soltanto l’alveo asciutto)
Presso il crocevia posto ai margini della radura ...
Presso il crocevia posto ai margini della radura ...
... prendiamo a sinistra il sentiero 671/GEA che inizia a salire tra cespugli di lampone passando vicino alla Sorgente del Secchia (m. 1536)
... prendiamo a sinistra il sentiero 671/GEA che inizia a salire tra cespugli di lampone passando vicino alla Sorgente del Secchia (m. 1536)
Più in alto, superate alcune macchie di faggi, l’ambiente si fa severo e la pendenza sostenuta
Più in alto, superate alcune macchie di faggi, l’ambiente si fa severo e la pendenza sostenuta
Con numerosi tornanti che ne permettevano il transito anche ai muli, ...
Con numerosi tornanti che ne permettevano il transito anche ai muli, ...
... la mulattiera rimonta l’aspro pendio tra strati di arenaria uniformemente inclinati ...
... la mulattiera rimonta l’aspro pendio tra strati di arenaria uniformemente inclinati ...
... fino a guadagnare lo stretto intaglio del Passo di Pietratagliata (m. 1750) sullo spartiacque Secchia-Enza. Qui abbandoniamo la Grande Escursione Appenninica che scende al Bivacco Ghiaccioni in alta Valle Liocca e svoltiamo a destra sul sentiero 671
... fino a guadagnare lo stretto intaglio del Passo di Pietratagliata (m. 1750) sullo spartiacque Secchia-Enza. Qui abbandoniamo la Grande Escursione Appenninica che scende al Bivacco Ghiaccioni in alta Valle Liocca e svoltiamo a destra sul sentiero 671
Sopra il passo incombono grossi spuntoni rocciosi che aggiriamo sulla destra con un traverso leggermente esposto attrezzato con un cavo d’acciaio (è possibile scalarli direttamente utilizzando una breve e facile ferrata)
Sopra il passo incombono grossi spuntoni rocciosi che aggiriamo sulla destra con un traverso leggermente esposto attrezzato con un cavo d’acciaio (è possibile scalarli direttamente utilizzando una breve e facile ferrata)
Il sentiero risale ora la cresta meridionale dell’Alpe di Succiso ...
Il sentiero risale ora la cresta meridionale dell’Alpe di Succiso ...
... alternando tratti ripidi ad altri più dolci o quasi pianeggianti
... alternando tratti ripidi ad altri più dolci o quasi pianeggianti
Ormai siamo in vista della cima: affrontiamo di slancio le ultime balze ...
Ormai siamo in vista della cima: affrontiamo di slancio le ultime balze ...
... in un ambiente suggestivo che ricorda molto da vicino quello delle Alpi Liguri ...
... in un ambiente suggestivo che ricorda molto da vicino quello delle Alpi Liguri ...
... e raggiungiamo così la vetta (m. 2017, ore 10.45); una “gabbia di Faraday” protegge dai fulmini la piccola statua della Madonna con il Bambino mentre, ...
... e raggiungiamo così la vetta (m. 2017, ore 10.45); una “gabbia di Faraday” protegge dai fulmini la piccola statua della Madonna con il Bambino mentre, ...
... a pochi metri di distanza, si trova un segnale trigonometrico
... a pochi metri di distanza, si trova un segnale trigonometrico
Purtroppo spira un vento umido e fastidioso di provenienza orientale che, oltre ad apportare foschia nell’aria, ...
Purtroppo spira un vento umido e fastidioso di provenienza orientale che, oltre ad apportare foschia nell’aria, ...
... spinge sopra di noi nubi sempre più consistenti
... spinge sopra di noi nubi sempre più consistenti
Dalla sommità dell’Alpe proseguiamo in cresta sul sentiero 667 in direzione del Casarola che costituisce il pilastro orientale dell’intero gruppo montuoso
Dalla sommità dell’Alpe proseguiamo in cresta sul sentiero 667 in direzione del Casarola che costituisce il pilastro orientale dell’intero gruppo montuoso
Superata la Sella del Casarola (m. 1945), ...
Superata la Sella del Casarola (m. 1945), ...
... arriviamo in breve sull’omonima cima (m. 1979) ...
... arriviamo in breve sull’omonima cima (m. 1979) ...
... e, poco oltre, sull’anticima settentrionale, quest’ultima contrassegnata da un ometto di pietre. Dopo il Casarola il crinale di spartiacque Secchia-Enza si addolcisce abbassandosi considerevolmente di quota e prosegue poi, tra ampi pascoli, fino alla solitaria elevazione del Monte Ventasso
... e, poco oltre, sull’anticima settentrionale, quest’ultima contrassegnata da un ometto di pietre. Dopo il Casarola il crinale di spartiacque Secchia-Enza si addolcisce abbassandosi considerevolmente di quota e prosegue poi, tra ampi pascoli, fino alla solitaria elevazione del Monte Ventasso
Tornati alla Sella del Casarola, ...
Tornati alla Sella del Casarola, ...
... imbocchiamo sulla sinistra il sentiero 675 ...
... imbocchiamo sulla sinistra il sentiero 675 ...
... che ci riporterà alle Sorgenti del Secchia
... che ci riporterà alle Sorgenti del Secchia
Dopo una vertiginosa discesa giù per praterie d’alta quota solcate dagli “schiocchi” (che nel dialetto reggiano significano “gole”), ...
Dopo una vertiginosa discesa giù per praterie d’alta quota solcate dagli “schiocchi” (che nel dialetto reggiano significano “gole”), ...
... entriamo nella faggeta; ancora un breve tratto piuttosto ripido ...
... entriamo nella faggeta; ancora un breve tratto piuttosto ripido ...
... e poi usciamo dal bosco al Prataccio dove chiudiamo il nostro piccolo anello
... e poi usciamo dal bosco al Prataccio dove chiudiamo il nostro piccolo anello
Qui ci fermiamo a mangiare; tantissimi escursionisti popolano questo pittoresco angolo di appennino tra cui molte famiglie con i bambini al seguito
Qui ci fermiamo a mangiare; tantissimi escursionisti popolano questo pittoresco angolo di appennino tra cui molte famiglie con i bambini al seguito
Infine tranquillo ritorno al Cerreto ...
Infine tranquillo ritorno al Cerreto ...
... dove arriviamo alle 13.45, giusto in tempo per vedere al bar la partenza del GP di motociclismo. Bella gita, su sentieri perfettamente segnati e in luoghi paesaggisticamente pregevoli che sono piaciuti molto a Roberto e che se non fossero così lontani da casa mia frequenterei sicuramente più spesso
... dove arriviamo alle 13.45, giusto in tempo per vedere al bar la partenza del GP di motociclismo. Bella gita, su sentieri perfettamente segnati e in luoghi paesaggisticamente pregevoli che sono piaciuti molto a Roberto e che se non fossero così lontani da casa mia frequenterei sicuramente più spesso
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dal Passo del Cerreto (m. 1261) - sentiero 00/GEA - Passo dell’Ospedalaccio (m. 1271) - bivio a sinistra su sentiero 00/671/GEA - bivio a destra su sentiero 671/GEA - Sorgenti del Secchia (m. 1536, bivio a sinistra su sentiero 671/GEA) - Passo di Pietratagliata (m. 1750, bivio a destra su sentiero 671) - cresta meridionale dell’Alpe di Succiso - Alpe di Succiso (m. 2017) - sentiero 667 - Sella del Casarola (m. 1945) - Monte Casarola (m. 1979) - Sella del Casarola (bivio a sinistra su sentiero 675) - versante sud-orientale dell’Alpe di Succiso - Sorgenti del Secchia - Passo dell’Ospedalaccio - Passo del Cerreto
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dal Passo del Cerreto (m. 1261) - sentiero 00/GEA - Passo dell’Ospedalaccio (m. 1271) - bivio a sinistra su sentiero 00/671/GEA - bivio a destra su sentiero 671/GEA - Sorgenti del Secchia (m. 1536, bivio a sinistra su sentiero 671/GEA) - Passo di Pietratagliata (m. 1750, bivio a destra su sentiero 671) - cresta meridionale dell’Alpe di Succiso - Alpe di Succiso (m. 2017) - sentiero 667 - Sella del Casarola (m. 1945) - Monte Casarola (m. 1979) - Sella del Casarola (bivio a sinistra su sentiero 675) - versante sud-orientale dell’Alpe di Succiso - Sorgenti del Secchia - Passo dell’Ospedalaccio - Passo del Cerreto
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