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Foto Piz Boè 22 agosto 2017
Stefano
Seconda gita della vacanza a Selva sul Piz Boè scegliendo, come percorso di salita, l’itinerario un po’ defilato e poco frequentato che risale la Val Lasties. Parto alle 7.30 dal tornante di quota 2053 della strada statale del Passo Sella, circa 3 km sotto il valico sul versante fassano. Il tempo è buono e fa un po’ meno freddo di ieri. Inizialmente seguo il sentiero n. 656 che, dopo aver disceso un erto canale di erba e detriti, sale poi in modo deciso costeggiando la base di un’alta parete rocciosa. Attraversato un ruscello d’acqua cristallina si prende quota velocemente sul ripido pendio erboso e, con una serie di tornanti e di traversi dalla pendenza decisamente accentuata, si guadagna il ciglio della scarpata presso il Pian de Siela (m. 2283) dove ci si innesta sul sentiero n. 647 proveniente da Pian Schiavanèis (più comunemente conosciuto come Lupo Bianco). Una successiva rampa conduce al soprastante ripiano di Plan de Roces ...
Seconda gita della vacanza a Selva sul Piz Boè scegliendo, come percorso di salita, l’itinerario un po’ defilato e poco frequentato che risale la Val Lasties. Parto alle 7.30 dal tornante di quota 2053 della strada statale del Passo Sella, circa 3 km sotto il valico sul versante fassano. Il tempo è buono e fa un po’ meno freddo di ieri. Inizialmente seguo il sentiero n. 656 che, dopo aver disceso un erto canale di erba e detriti, sale poi in modo deciso costeggiando la base di un’alta parete rocciosa. Attraversato un ruscello d’acqua cristallina si prende quota velocemente sul ripido pendio erboso e, con una serie di tornanti e di traversi dalla pendenza decisamente accentuata, si guadagna il ciglio della scarpata presso il Pian de Siela (m. 2283) dove ci si innesta sul sentiero n. 647 proveniente da Pian Schiavanèis (più comunemente conosciuto come Lupo Bianco). Una successiva rampa conduce al soprastante ripiano di Plan de Roces ...
... oltre il quale si entra nel caratteristico ambiente dolomitico d’alta quota
... oltre il quale si entra nel caratteristico ambiente dolomitico d’alta quota
Il sentiero sale a mezzacosta dapprima lungo un ghiaione, ...
Il sentiero sale a mezzacosta dapprima lungo un ghiaione, ...
... dopodiché rimonta alcuni facili gradoni rocciosi ...
... dopodiché rimonta alcuni facili gradoni rocciosi ...
... sbucando così sul gigantesco altipiano sommitale che abbraccia l’intero Gruppo del Sella
... sbucando così sul gigantesco altipiano sommitale che abbraccia l’intero Gruppo del Sella
Alla Forcella d’Antersas (m. 2839, in basso a destra nella foto) ci si immette sul sentiero n. 666 proveniente dal Passo Gardena e dal Rifugio Cavazza al Pisciadù ...
Alla Forcella d’Antersas (m. 2839, in basso a destra nella foto) ci si immette sul sentiero n. 666 proveniente dal Passo Gardena e dal Rifugio Cavazza al Pisciadù ...
... e, con un’ulteriore breve salita, ...
... e, con un’ulteriore breve salita, ...
... si tocca la sommità dell’Antersas (m. 2907). Tra le guglie arditissime e due formidabili barriere rocciose, corre il profondo solco della Val Mezdì che incide il massiccio dal Boè fino ai prati di fronte a Colfosco in Val Badia
... si tocca la sommità dell’Antersas (m. 2907). Tra le guglie arditissime e due formidabili barriere rocciose, corre il profondo solco della Val Mezdì che incide il massiccio dal Boè fino ai prati di fronte a Colfosco in Val Badia
 Alle 9.30 sono al Rifugio Boè (m. 2871) ...
Alle 9.30 sono al Rifugio Boè (m. 2871) ...
... ai piedi dell’imponente cupolone che costituisce la massima elevazione del Gruppo del Sella. La traccia ne risale il fianco occidentale, un’immensa distesa di sfasciumi interrotta a metà da una possente fascia rocciosa; ...
... ai piedi dell’imponente cupolone che costituisce la massima elevazione del Gruppo del Sella. La traccia ne risale il fianco occidentale, un’immensa distesa di sfasciumi interrotta a metà da una possente fascia rocciosa; ...
... per superarla si sfrutta una cengia un po’ esposta ma ben protetta da una salda fune d’acciaio
... per superarla si sfrutta una cengia un po’ esposta ma ben protetta da una salda fune d’acciaio
Alle 10 in punto raggiungo il Rifugio Capanna Fassa sulla vetta del Piz Boè (m. 3152)
Alle 10 in punto raggiungo il Rifugio Capanna Fassa sulla vetta del Piz Boè (m. 3152)
Il panorama è grandioso ...
Il panorama è grandioso ...
... ma a colpire è soprattutto la visione d’insieme di questa gigantesca fortezza di pietra piantata tra le quattro celebri valli ladine nel cuore delle Dolomiti
... ma a colpire è soprattutto la visione d’insieme di questa gigantesca fortezza di pietra piantata tra le quattro celebri valli ladine nel cuore delle Dolomiti
Sopra gli innocui sbuffi di vapore si staglia maestosa la Marmolada e il Gran Vernel ...
Sopra gli innocui sbuffi di vapore si staglia maestosa la Marmolada e il Gran Vernel ...
... e, più lontani, l’Antelao, il Pelmo e il Civetta
... e, più lontani, l’Antelao, il Pelmo e il Civetta
Al ritorno seguo lo stesso percorso ...
Al ritorno seguo lo stesso percorso ...
 ... con un’unica piccola ma emozionante variante: il taglio a mezzacosta della parete occidentale dell’Antersas sulla via attrezzata 647A (difficoltà EEA)
... con un’unica piccola ma emozionante variante: il taglio a mezzacosta della parete occidentale dell’Antersas sulla via attrezzata 647A (difficoltà EEA)
Non vi sono difficoltà vere e proprie eccetto un brevissimo tratto di due o tre metri fortemente esposto in cui la cengia si riduce a un esile terrazzino della larghezza di neanche un piede: il cavo d’acciaio fornisce una presa salda e sicura ma sarebbe stato certamente sensato e più prudente avere avuto almeno un cordino e un moschettone
Non vi sono difficoltà vere e proprie eccetto un brevissimo tratto di due o tre metri fortemente esposto in cui la cengia si riduce a un esile terrazzino della larghezza di neanche un piede: il cavo d’acciaio fornisce una presa salda e sicura ma sarebbe stato certamente sensato e più prudente avere avuto almeno un cordino e un moschettone
Non mi resta che iniziare la discesa giù per la pittoresca Val Lasties ...
Non mi resta che iniziare la discesa giù per la pittoresca Val Lasties ...
... che a salire era ancora tutta in ombra ...
... che a salire era ancora tutta in ombra ...
... e che ora è piacevolmente riscaldata da un bel sole nuovamente estivo
... e che ora è piacevolmente riscaldata da un bel sole nuovamente estivo
L’ultima fatica della giornata, a soli pochi minuti di cammino dalla strada del Sella, me la riserva il ripido canale che all’andata ho percorso in discesa e che adesso, fatto nell’altro verso, mi stronca definitivamente le gambe; ma ormai la macchina è vicinissima e alle 12.30 concludo in maniera più che positiva anche questa seconda bellissima gita
L’ultima fatica della giornata, a soli pochi minuti di cammino dalla strada del Sella, me la riserva il ripido canale che all’andata ho percorso in discesa e che adesso, fatto nell’altro verso, mi stronca definitivamente le gambe; ma ormai la macchina è vicinissima e alle 12.30 concludo in maniera più che positiva anche questa seconda bellissima gita
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dal tornante di quota 2053 della strada statale 242 di Passo Sella (versante Val di Fassa) - sentiero n. 656 fino a Pian de Siela (m. 2283) - sentiero n. 647 - Forcella d’Antersas (m. 2839) - Antersas (m. 2907) - Rifugio Boè (m. 2871) - Piz Boè (Rifugio Capanna Fassa, m. 3152). Al ritorno stesso itinerario di salita eccetto il tratto compreso tra il Rifugio Boè e la Forcella d’Antersas dove ho percorso il sentiero attrezzato n. 647A (che taglia a mezzacosta la parete occidentale dell’Antersas e che presenta un breve tratto molto esposto)
Il tracciato dell’escursione rilevato con il gps. Partenza dal tornante di quota 2053 della strada statale 242 di Passo Sella (versante Val di Fassa) - sentiero n. 656 fino a Pian de Siela (m. 2283) - sentiero n. 647 - Forcella d’Antersas (m. 2839) - Antersas (m. 2907) - Rifugio Boè (m. 2871) - Piz Boè (Rifugio Capanna Fassa, m. 3152). Al ritorno stesso itinerario di salita eccetto il tratto compreso tra il Rifugio Boè e la Forcella d’Antersas dove ho percorso il sentiero attrezzato n. 647A (che taglia a mezzacosta la parete occidentale dell’Antersas e che presenta un breve tratto molto esposto)
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