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Foto Rifugio Navonera e Bric del Lago 29 gennaio 2023
Stefano
Parto dal borgo di Valcasotto (m. 962) alle 8.50 con un freddo intenso e seguo la stradina che scende giù ripida per attraversare il Torrente Casotto. Il paesaggio è polare e il termometro segna -9 °C. Fortunatamente la mattinata è asciutta e radiosa e il percorso di salita si snoda quasi per intero sull’assolato versante est della displuviale Casotto-Corsaglia.
Dopo alcune centinaia di metri la strada non viene più pulita e così metto le ciaspole e mi incammino alla volta del Monte Alpet (o almeno questo era il mio programma); ma ben presto mi rendo conto che arrivarci sarà un’impresa. La neve è farinosissima e la salita si presenta sfiancante fin dal principio: macinare 18 km tra andata e ritorno in queste condizioni e con questo freddo sarebbe uno strapazzo bello e buono. Decido di conseguenza che mi fermerò al Rifugio Navonera, dove del resto non sono mai stato.
Intorno a me l’ambiente è tutto immacolato, con gli alberi imbiancati dalla nevicata del giorno precedente e con il cielo di un azzurro intenso che solo l’inverno sa regalare. Superate alcune cascine e la Chiesetta di San Lorenzo, raggiungo la biforcazione Baussetti-Navonera (palina segnaletica) dove prendo la stradina di destra. Al sole si sta discretamente bene ma quando si finisce all’ombra - anche solo per un brevissimo tratto - si gela dal freddo. Taglio gli ultimi tornanti tirando su dritto per il ripido pendio e alle 11.15 sono al Colle della Navonera (m. 1422) sulla dorsale che separa le valli monregalesi Casotto e Corsaglia. Circa 200 metri a nord-ovest del colle - al margine di un’assolata radura affacciata sulla Val Corsaglia - si trova il nuovo Rifugio Navonera o Generale Simonetti (m. 1432) inaugurato nel 2011 dall’Associazione Nazione Alpini.
A questo punto decido di salire al soprastante Bric del Lago (m. 1501, ore 11.45) accarezzato da refoli di gelida tramontana e dal quale il Monte Alpet sembrerebbe lì a portata di mano: in realtà, con questa neve, impiegherei non meno di un’ora e mezza per arrivarci e un’altra ora e mezza per tornare, dal momento che il percorso è per lo più un saliscendi. Per oggi mi devo accontentare: il panorama è bellissimo e il paesaggio incantevole.
Il rientro a valle è assai più rapido, anche perché mi diverto a “inventare” nuove scorciatoie nel bosco, e alle 13.20 sono di ritorno a Valcasotto dove il freddo non accenna ancora a mollare. Fortuna vuole che almeno l’interno della macchina sia bello caldo, perché il sole vi ha battuto contro per tutta la mattinata
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