Foto Laghi di Collalunga 24 giugno 2025 |
| Stefano, Alessandro |
Oggi ho portato Alessandro nelle Marittime per fargli conoscere il bel Vallone di Collalunga. L’ambiente è ameno e pittoresco, impreziosito dai laghi e dalle opere militari. Il dislivello non è eccessivo e una comoda mulattiera conduce alla casermetta di Collalunga che ruba l’occhio degli escursionisti per via del curioso pulpito a forma di “prua di nave” che sporge dal muro di sostegno del piazzale.
Si narra che la caserma, realizzata negli anni trenta, fosse pronta per ricevere la visita di Mussolini in occasione del suo sopralluogo alle fortificazioni di frontiera in Valle Stura: la “prua di nave” venne appositamente allestita per il suo discorso alle truppe. Quel discorso però non avvenne mai e l’unica testimonianza di tale leggenda è proprio questa struttura in pietre e cemento così insolita che spicca in mezzo alle rocce tra grovigli di filo spinato.
Partiamo alle 8 in punto da San Bernolfo (m. 1650) nell’alto Vallone dei Bagni, 10 km sopra il fondovalle Stura. La giornata si prospetta splendida e calda. Seguiamo la sterrata ex-militare che sale a zigzag in uno splendido lariceto e in poco più di un’ora di cammino raggiungiamo il Rifugio De Alexandris-Foches al Laus (m. 1910) che in origine ospitava il presidio militare degli artiglieri addetti alla vicina batteria.
Al soprastante Colletto del Laus (m. 1950) facciamo il nostro ingresso nel bel Vallone di Collalunga e, dopo aver costeggiato la sponda occidentale del Lago di San Bernolfo (m. 1913), attacchiamo la salita che ci porterà dapprima al Lago di Mezzo (m. 2282), poi alla casermetta con la “prua di nave” e infine ai due Laghi Collalunga (m. 2428 e 2455), questi ultimi in territorio francese. Alessandro cammina con entusiasmo e osserva dappertutto con grande curiosità: ha già adocchiato l’ingresso di un bunker sopra il Colletto del Laus che io non avevo mai individuato prima d’ora e che visiteremo al ritorno; ha visto tre o quattro marmotte ballonzolare tra le rocce; ha trovato alcune scatolette di cibo dei soldati ... insomma, la gita gli piace molto.
Il pranzo al sacco lo consumiamo sul piazzale della casermetta inondata da un sole abbacinante. L’ambiente è pittoresco: i cespugli di rododendro in fiore, le residue lingue di neve e l’azzurro dei laghi sono pennellate di colore tipiche delle Alpi Marittime che nel mese di giugno indossano il loro abito più bello.
Al ritorno, presso il Colletto del Laus, ci inerpichiamo sul fianco sinistro del vallone per visitare la casamatta in caverna vista da Alessandro all’andata e, prestando attenzione alle matasse di filo spinato arrugginito sparse qua e là, raggiungiamo l’ingresso. Utilizzando la torcia del telefonino, percorriamo l’angusto e buio corridoio in calcestruzzo che procede in linea spezzata su più livelli fino all’ampia camera di tiro. Alessandro è più che soddisfatto dell’esplorazione e possiamo quindi riprendere la discesa.
Delle buone scorciatoie nel fresco del lariceto ci permettono di accorciare sensibilmente il percorso della rotabile tra il Rifugio Laus e San Bernolfo, e alle tre in punto siamo dalla macchina. E’ stata proprio una bella gita |
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