Foto Seirasso 8 ottobre 2025 |
| Stefano, Roberto |
Gita con Roberto in una splendida giornata d’inizio autunno, limpida e mite.
Partiamo alle 8.30 dal piazzale della cabinovia Rossa di Prato Nevoso (m. 1550) e risaliamo la pista da sci utilizzando per alcuni tratti l’antica mulattiera dei malgari. Oltrepassato il Colle della Balma (m. 1886) seguiamo in discesa la strada pastorale di servizio ai vari alpeggi sparsi nella zona e imbocchiamo a destra la sterrata che dà accesso alla grande conca pascoliva del Gias Seirasso (m. 1926): le vacche sono già state portate a svernare in pianura e adesso regna qui una quiete solenne e ritemprante.
Seguendo una traccia segnalata da ometti, ci addentriamo nella valletta incuneata tra i grandi spuntoni rocciosi che si innalzano alla nostra sinistra (Ciapere di Seirasso) e la dorsale della Rocca dell’Inferno che incombe sulle nostre teste dal lato opposto. A un certo punto abbandoniamo il sentiero e ci inerpichiamo a destra su una ripidissima fascia rocciosa (difficoltà F) che ci consente di guadagnare la cresta presso il Piano dell’Inferno e di affacciarci sulla sottostante Val Ellero. La dura salita viene ripagata da una vista mozzafiato con tutte le cime dal Marguareis al Monviso nitidamente scolpite nel cielo azzurro e terso. Il Seirasso (m. 2436) è ormai vicino e lo raggiungiamo percorrendo l’ampia dorsale mentre il panorama si allarga ulteriormente verso la Cima delle Saline e le montagne dell’alta Val Tanaro.
Dalla vetta proseguiamo sul crinale in direzione sud-est scendendo alla marcata insellatura di quota 2346. Qui individuiamo un evidente sentierino che taglia a mezzacosta il ripido versante meridionale della successiva elevazione (la cima est del Seirasso, m. 2423) disegnando un grande arco lungo tutta la cornice dell’anfiteatro. Dagli intagli della cresta ci sporgiamo per osservare dall’alto il vallone e l’alpeggio della Brignola (m. 1937) verso il quale avevamo intenzione di scendere; ma il pendio è talmente scosceso e impervio da sconsigliarci nettamente questa idea. Cercando allora di individuare la traccia migliore in mezzo a uno sterminato tappeto di rododendri, ci riportiamo al Gias Seirasso dove chiudiamo l’anello.
Non ci resta che percorrere a ritroso l’itinerario dell’andata e alle 14.45 facciamo ritorno alla macchina. La gita è stata molto bella, panoramica, non eccessivamente lunga e non troppo faticosa. E’ un itinerario che andrebbe ripetuto nella stagione di fioritura dei rododendri - intorno alla metà di giugno - quando queste vallate si tingono di rosa dando vita a un paesaggio indimenticabile |
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