Foto Mondolè 11 aprile 2026 |
| Stefano, Roberto |
Ultima ciaspolata della stagione al Mondolè ancora abbondantemente innevato.
Prendiamo la cabinovia Rossa di Prato Nevoso sotto un cielo basso e grigio ma poco prima della stazione di arrivo a Punta Alpet (m. 1926) buchiamo il mare di nubi e ne usciamo fuori: sopra di noi ci sono solo il cielo azzurro e il sole splendente.
Da Punta Alpet (ore 8.45) scendiamo brevemente al Colle della Balma (m. 1886) dove attacchiamo la salita al Mondolè, seguendo approssimativamente il sentiero estivo F03 che si innalza con un lunghissimo traverso sotto le Rocche Giardina. Su questo versante esposto a mezzodì attraversiamo ampie lingue prative che il sole di aprile e le temperature elevate dell’ultimo periodo allargano sensibilmente giorno dopo giorno. Più in alto la copertura nevosa diviene continua e consistente, venata qua e là da numerose fratture del manto. Dopo essere transitati a mezzacosta sotto il colletto di Rocche Giardina, guadagniamo la cresta est del Mondolè - molto scenografica - che alterna facili sbalzi rocciosi a tratti innevati: il tappeto di nubi che si estende a perdita d’occhio, e dal quale emerge la dorsale che stiamo percorrendo, sembra rievocare un contesto d’alta quota.
In vetta al Mondolè (m. 2382, ore 10.50) incontriamo parecchi scialpinisti, quasi tutti saliti da Artesina: dicono di aver trovato neve assai dura - quasi ghiacciata - sopra la Colla Bauzano e ci chiedono ragguagli sulle condizioni del versante lato Balma. Noi abbiamo trovato neve già cotta dal sole in prevalenza marcia, non certo ideale per una discesa con gli sci; ma per le nostre esigenze è quasi perfetta poiché ci consente di passare su pendii abbastanza inclinati senza correre alcun pericolo.
Al ritorno discendiamo tra erba e roccette (con le ciaspole sullo zaino) il costone meridionale del Mondolè interamente asciutto; poi pieghiamo a sinistra e, rimesse le ciaspole, ci buttiamo con decisione giù per le ripide e assolate distese innevate fino a intercettare la strada pastorale Balma-Brignola. Da qui alla stazione di arrivo della cabinovia (passando per il Colle della Balma) è tutta salita, a tratti faticosa: giungiamo a Punta Alpet alle 12.45 fradici di sudore, ben contenti di toglierci le ciaspole e di poterci sedere finalmente comodi dentro l’ovetto che ci porta a valle. Dopo pochi piloni ci immergiamo dentro il mare di nubi che durante l’arco della mattinata è rimasto stabile a quota 1800, e giù a Prato Nevoso troviamo una nebbia scura e fittissima.
Con quest’ultima gita salutiamo le nostre ciaspole e le diamo un arrivederci alla prossima stagione, augurandoci che possa essere generosa di neve come lo è stata quella appena trascorsa |
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