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28 agosto 2013 Cima della Fascia da Casali Barat (Limone)

28 agosto 2013 - CIMA DELLA FASCIA da Casali Barat (Limone)

Stefano

Non sono mai stato sulla Cima della Fascia ed oggi voglio colmare questa lacuna. Con i suoi 2495 metri di altezza e con una distanza in linea d’aria di soli 4 km, la Fascia si affaccia incombente sopra il centro di Limone; è anche l’ultima grande montagna delle Liguri prima che la catena alpina, oltrepassata l’ampia depressione del Tenda, assuma la denominazione geografica di Alpi Marittime.
Alla mattina a Limone il tempo è splendido ma, per la stagione in corso, fa decisamente freddo. Posteggio la macchina a Casali Barat (mt. 1087) dove ha inizio la stradina sterrata che porta alla Capanna Chiara.
Seguendo la sterrata salgo fino a Maire Gavel (mt. 1432), poi imbocco sulla sinistra una traccia nell’erba che conduce in breve al Gias Gorgia (mt. 1530). Da qui parte il sentiero (segnato con alcune tacche sbiadite di vernice rossa) che risale tutto il grandioso Vallone del Cros tra guglie e pareti rocciose che ricordano un po’ l’ambiente dolomitico.
Al culmine del vallone il sentiero sbuca al Colletto Sud del Cros (nella foto, mt. 2295) sullo spartiacque Vermenagna-Pesio. Dopo un breve tratto a mezzacosta sotto le rocce, i segni svoltano a destra e guidano lungo il ripido pendio prativo sul versante orientale della Fascia. Con un’ultima impennata tra erba e roccette si raggiunge la croce di vetta (mt. 2495).
Dalla cima si vede nitidamente l’abitato di Limone, adagiato in una conca 1500 metri più in basso. Ad occidente il panorama spazia sulle Alpi Marittime mentre a settentrione l’ampia dorsale procede più o meno dolcemente in direzione del Bric Costa Rossa e della Besimauda.
Al ritorno seguo lo stesso itinerario fino al Gias Gorgia: la discesa offre begli scorci panoramici su Limone e sulla poderosa bastionata Abisso-Bastera-Frisson che si innalza al di là della Vermenagna.
Poco sopra il Gias Gorgia svolto a sinistra e scendo verso la Capanna Chiara passando accanto alla partenza del vecchio skilift Marmorera.
Ricordo di averlo preso, nel lontano 1986, dopo un’abbondantissima nevicata. Ero con mio padre e quella mattina eravamo tra i primi, o forse i primissimi in assoluto, a prendere il gancio dello skilift: la traccia sotto i piloni l’avevamo battuta noi durante la risalita, con gli sci e gli scarponi che scomparivano sotto la neve farinosa.
Alla fine degli anni novanta, con la scadenza della vita tecnica della storica seggiovia monoposto che saliva da Limone, la zona sciistica del Cros è stata definitivamente abbandonata: peccato perché a livello di paesaggio era di gran lunga la più bella di tutte quelle dell’attuale comprensorio. Qui negli anni cinquanta era stato costruito anche un secondo tronco della seggiovia che si inerpicava su per l’alto Vallone del Cros fino a quota 2060: l’impianto però funzionò solo pochi inverni perché venne poi in parte distrutto da una grossa valanga. Con i resti della seggiovia fu allora costruito lo skilift Marmorera, antesignano di quello attuale, che con un tracciato più sicuro curvava a destra per raggiungere il colletto tra il Crest e la dorsale nord-ovest della Fascia (detta anche la “dorsale dei paravalanghe”). Ad oggi, tramontata definitivamente ogni velleità di riaprire il Cros, sarebbe auspicabile (e doveroso) che lo skilift venisse interamente smantellato e rimosso.
Dalla Capanna Chiara (mt. 1490) prendo il sentiero che scende nel bosco fino ai Casali Astegiani; infine, con un breve tratto a mezzacosta, raggiungo la stradina sterrata percorsa all’andata e in breve sono di ritorno alla macchina. Durante l’escursione ho avvistato un enorme rapace (forse un’aquila?) e un numero incredibile di camosci come mai prima d’ora mi era capitato.


 

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