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HOME PAGEGite Corborant, Becco Alto d'Ischiator e Rifugio Migliorero

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3 agosto 2015 Cima del Corborant da San Bernolfo (Bagni di Vinadio)
8 agosto 2012 Becco Alto d'Ischiator da Besmorello (Bagni di Vinadio)
17 agosto 2004 Rifugio Migliorero da Besmorello (Bagni di Vinadio) (Stefano e gruppo Vara)
7 giugno 2001 Rifugio Migliorero da Besmorello (Bagni di Vinadio)

3 agosto 2015 - CIMA DEL CORBORANT da San Bernolfo (Bagni di Vinadio)

Stefano

Il Corborant è un’elegante cima piramidale posta sullo spartiacque della catena alpina tra la Valle della Tinea e i valloni dell’Ischiator e di San Bernolfo: con i suoi 3010 metri di altezza è la seconda vetta, dopo il Tenibres, delle montagne della Valle Stura (e cioè delle Marittime occidentali). Circondato da immense colate detritiche, il Corborant è stato teatro, nel settembre 1987, di una gigantesca frana che ne ha sconvolto la parete sud e che ha cancellato per sempre un lungo tratto della mulattiera di accesso al Passo Corborant. Cosicchè, al giorno d’oggi, la via normale di salita passa per la Forcella Est del Corborant (o Passo della Marmotta) ed è caratterizzata da un curioso passaggio all’interno di un buco di massi accatastati: si tratta del cosiddetto “Buco (o Tana) della Marmotta”, un tempo superabile soltanto in spaccata per mancanza di appigli, successivamente munito di una semplice scaletta di corda e oggi attrezzato con ben più sicure staffe metalliche (difficoltà F).
Alle 7.40 mi metto in cammino dall’ultimo tornante sotto le case di San Bernolfo (m. 1650 circa) e seguo la strada sterrata che si inoltra con moderata pendenza nel Vallone di San Bernolfo. Dopo aver superato una balza con una serie di tornanti (scorciatoie), la sterrata si restringe trasformandosi in mulattiera (m. 2014).
Una nuova serie di lunghi tornanti, tagliati per fortuna da ben più redditizie scorciatoie, portano a una biforcazione della mulattiera (m. 2285): il tracciato di sinistra conduce nel Vallone di Barbacana e all’omonimo passo mentre quello di destra, che io seguo, taglia le pendici nord-orientali del Becas del Corborant per entrare poi nel grande anfiteatro superiore dei Laghi di Laus Fer (o di Lansfero).
Con comodo percorso raggiungo in breve il Lago Inferiore di Laus Fer (m. 2501) dal quale si ha un’ottima prospettiva del Corborant: a sinistra è ben visibile la grande frana che ha reso malagevole l’accesso alla vetta per il Passo Corborant mentre a destra, tra la cima e l’aguzzo gendarme, si apre lo stretto intaglio roccioso della Forcella Est del Corborant (o Passo della Marmotta) dove attualmente passa la via normale di salita segnata con tacche di vernice rossa. In breve raggiungo anche il Lago Superiore di Laus Fer (m. 2560), un po’ più piccolo del precedente.
Dopo aver costeggiato il lago sulla destra, il sentiero rimonta la grande comba detritica compiendo un arco da destra a sinistra fino a intercettare il canale che porta al Passo della Marmotta. Risalgo il ripido pendio di erba e di sassi fino al gigantesco masso che ostruisce il canale e che forma una sorta di caverna: è l’ingresso del “Buco della Marmotta”. Alcune staffe di ferro, in verità non particolarmente comode ed eccessivamente distanziate tra di loro, permettono di guadagnare lo sbocco superiore della grotta (un po' di esposizione in uscita) e il soprastante Passo della Marmotta (m. 2900) .
Dal passo alla cima si percorre la facile cresta est che non presenta difficoltà degne di nota: soltanto all’inizio occorre superare una modesta fascia di rocce lisce ma poco inclinate e comunque ben attrezzate con catene (passaggi di I° grado).
Alle 10.20 sono in vetta (m. 3010). Il panorama è sterminato. Cinquecento metri più in basso, al centro del grande circo sormontato dalle tre grandi cime delle Valle Stura (Corborant, Ischiator e Tenibres), si estende il Lago di Rabuons, il più vasto specchio d’acqua naturale delle Marittime. A nord, a meno di due chilometri di distanza in linea d’aria, svetta il Becco Alto d’Ischiator mentre sullo sfondo si staglia nitido il Monviso. A sinistra dell’Ischiator, sul versante della Tinea, giacciono i pittoreschi laghi Chaffour e Cimon. Ancor più a sinistra c’è il Tenibres che, con i suoi 3031 metri, è il monte più alto delle Marittime occidentali. A nord-est si distende il lungo Vallone dell’Ischiator, che si unisce con quello di San Bernolfo presso i Bagni di Vinadio, e dove occhieggiano, di un bel colore azzurro smeraldo, i Laghi Ischiator inferiori, di mezzo e superiore. Su una piccola altura sopra i due laghi inferiori è ubicato il Rifugio Migliorero. A picco sotto la vetta, sul versante sud, un gruppetto di escursionisti stazione al Passo Corborant raggiungibile dalla cima con alcuni facili passaggi su roccia (difficoltà F). In lontananza, nel cielo limpido, si stagliano le ardite e inconfondibili cime della Valle Gesso mentre, più da vicino, si può ammirare la Rocca di San Bernolfo con il Vallone della Seccia e, alle sue spalle, la Testa dell'Autaret. In basso, infine, si distende la grande conca glaciale da me percorsa in salita con i Laghi di Laus Fer (a destra quello inferiore e al centro quello superiore).
Al ritorno seguo lo stesso percorso di salita e, tra scorci paesaggistici suggestivi e con un eccezionale colpo d’occhio sulla Rocca di San Bernolfo, in poco più di due ore faccio ritorno alla macchina. E’ stata una gita ben riuscita: non eccessivamente lunga né faticosa, con un percorso logico e diretto, con un dislivello tutto sommato contenuto, con i laghi che impreziosiscono il paesaggio e con alcuni passaggi leggermente “alpinistici” nel finale che rendono ancor più gratificante la conquista della vetta.


8 agosto 2012 - BECCO ALTO D'ISCHIATOR da Besmorello (Bagni di Vinadio)

Stefano, Roberto

Gran bella gita in compagnia di Roberto su una tra le cime più alte e panoramiche della Valle Stura. La giornata è perfetta: cielo terso, aria asciutta e temperatura gradevole.
Parcheggiamo la macchina sopra Besmorello (Bagni di Vinadio) poco prima che la strada, da asfaltata, diventi sterrata e alle 8.20 ci mettiamo in marcia.
Dopo aver attraversato il torrente su di un bel ponte in muratura (Ponte del Medico), la rotabile si porta sul versante sinistro idrografico del Vallone dell'Ischiator e lo risale a tornanti fino a raggiungere l'inizio di un vasto ripiano erboso solcato da un ameno e placido corso d'acqua. Questo ruscello, precipitando lungo la sottostante bastionata, origina l'imponente Cascata del Pissai. Al centro del pianoro, sopra un dosso alberato circondato da larici, sorge il Rifugio Migliorero.
Superato il Migliorero e il pittoresco Lago Inferiore dell'Ischiator, seguiamo la comoda mulattiera che prende rapidamente quota con numerose svolte. Sotto la bastionata che sorregge il doppio Lago Mediano dell'Ischiator, svoltiamo a destra su una bella traccia e raggiungiamo la base di un canalone al culmine del quale si apre l'angusto intaglio roccioso del Passo di Laris.
Con faticosa salita arriviamo al Passo di Laris (ore 11.30): ci lasciamo alle spalle la vista sulla sottostante conca glaciale e scendiamo per alcuni metri nel versante opposto (Gola di Laris) che degrada verso il Vallone del Piz.
Dopo il Passo di Laris, una facile bastionata rocciosa dà accesso al cono terminale del Becco Alto d'Ischiator.
Alle 12.15 siamo finalmente in cima. Il panorama è magnifico: sotto di noi, sul versante francese della catena alpina, si distendono gli splendidi laghi di Rabuons e di Chauffour.
Dopo esserci scattati le doverose foto di vetta ci godiamo questa fantastica veduta a giro d'orizzonte sul Corborant, sulle Marittime della Valle Stura, su quelle della Valle Gesso e sulle Cozie con il Monviso sullo sfondo.
Alle 13 in punto prendiamo la via del ritorno (lungo lo stesso itinerario di salita). Svalicato il Passo di Laris iniziamo una veloce discesa e alle 14.20 raggiungiamo le sponde del Lago Inferiore dell'Ischiator al cospetto del Rifugio Migliorero.
Qui facciamo una breve sosta: Roberto ne approfitta per entrare nell'acqua fino alle ginocchia e io per salire al rifugio che non vedevo da parecchi anni.
Infine, dopo aver attraversato tutto il grande pianoro, imbocchiamo la strada sterrata che, insieme ad alcune scorciatoie, ci riconduce in breve al Ponte del Medico e alla macchina (ore 16.20).
E' stata una gita particolarmente azzeccata: percorso bello e vario, meteo eccezionale e panorama dalla vetta veramente grandioso.


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