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12 maggio 2019 Calvo dal Gargassino (Rossiglione)
5 giugno 2016 Calvo dal Gargassino (Rossiglione)
11 agosto 2010 Calvo dal Gargassino (Rossiglione)

12 maggio 2019 - M. CALVO dal Gargassino (Rossiglione)

Stefano

A febbraio sembrava di stare in aprile, adesso sembrano i primi di marzo: non ci si capisce più niente. Domenica scorsa addirittura nevicava (a Tiglieto!), mentre oggi cielo coperto, vento e freddo. Altro che “radiose giornate di maggio”: tutto il pellet che ho risparmiato in inverno lo sto bruciando ora! In più con questo tempo schifoso passa anche la voglia di farsi ore di macchina per camminare; per fortuna che a pochi minuti d’auto da casa posso sempre fare dei bei giri.
Oggi è la volta della Val Gargassa e del Monte Calvo, il bricco che si eleva alle spalle del mio paese. Il percorso è vario e caratteristico: all’andata percorre un’ondulata e panoramica dorsale mentre al ritorno, nella parte conclusiva, si snoda all’interno della forra del Torrente Gargassa.
La partenza è presso il campo sportivo di Rossiglione in località Gargassino (m. 327, ore 9), al km n. 2 della provinciale per Tiglieto. Una bella mulattiera segnata con un pallino giallo sale nel bosco fino a guadagnare la soprastante dorsale nei pressi di alcune cascine. Poco più avanti trascuro la deviazione a sinistra per Case Veirera (tre pallini gialli che seguirò al ritorno) e proseguo su un buon sentiero tra piccole vallette e dorsali punteggiate di pini in un ambiente rude e solitario. Dopo le rovine di una cascina (m. 515) e una ripida rampa attrezzata con scalini di legno, scavalco la cresta della Rocca dei Castellaschi (m.618) per scendere brevemente alla Sella Cian Crastàn. Risalito ancora un ampio crinale molto panoramico con splendida vista sul Monte Rosa, piego a destra per imboccare una stradina poderale che, alla Colla Albergasso (m. 700), sbuca sulla strada asfaltata delle Vasche di Tiglieto proprio a piedi del cocuzzolo sommitale del Calvo. In pochi minuti raggiungo i resti della casermetta della Milizia contraerea e, poco oltre, l’antica e possente croce in ferro battuto (m. 739, ore 10.40) sferzata da una tramontana fredda e rabbiosa sotto un cielo livido che di primaverile non ha proprio nulla.
Veloce sguardo al circondario di Ovada e all’alta Valle d’Orba, quindi rapido dietrofront e veloce discesa lungo lo stesso itinerario fino al bivio per Case Veirera, dove svolto a destra (segnavia: tre pallini gialli).
Il sentiero, a tratti ripido ed eroso dall’acqua, raggiunge il fondo di un valloncello appartato, guada un magro ruscelletto e rimonta l’opposto versante fino al Passo della Rocca dei Corvi (m. 510), dopo il quale si incontra una facile cengia attrezzata con funi d’acciaio. Da quassù si ha una visione d’insieme del piccolo “canyon” in cui scorre il Torrente Gargassa; inoltre alla mia sinistra compare il caratteristico “Barcun dra Scignura” (Balcone della Signora), caratteristico foro in uno spalto roccioso di scuro conglomerato.
Con una veloce discesa raggiungo la grande radura di Veirera (m. 400 circa), ai margini della quale si trova una cascina-rifugio di proprietà del Parco del Beigua. Si entra ora nella spettacolare forra dove, tra torrioni e suggestive conformazioni rocciose, gorgheggiano le limpide acque del Gargassa. Rustiche passerelle di legno e brevi passaggi attrezzati con catene aggiungono una nota caratteristica a questo luogo così selvaggio.
Dopo quattro ore di cammino spedito, alle 13 in punto, concludo questa bella gita proprio mentre comincia a cadere qualche goccia di pioggia: e pensare che le previsioni (ancora stamattina!) davano per oggi sole pieno e cielo limpido!


5 giugno 2016 - M. CALVO dal Gargassino (Rossiglione)

Stefano

Percorso molto vario e interessante nel Parco del Beigua che, nella prima parte, si snoda all’interno della spettacolare gola del Torrente Gargassa e, successivamente, risale ampie e ondulate dorsali fino alla panoramica vetta del Monte Calvo.
Il Calvo è una cima abbastanza sgraziata costituita da un pronunciato dorso roccioso di scuro conglomerato che si eleva sullo spartiacque Stura-Orba sopra le case di Tiglieto. All’estremità occidentale della cresta sorge un’antica croce in ferro battuto mentre sotto il punto più elevato, sul lato che guarda Tiglieto, si trovano i ruderi di una casermetta della Milizia per la DIfesa ControAerea Territoriale (DI.CA.T.). Come suggerisce il nome del monte, la sommità è “pelata” e quasi priva di vegetazione: vi si trova solo un po’ d’erba magra e alcuni cespugli che spuntano qua e là tra rocce nerastre che paiono eruttate dal cratere d’un vulcano e che nelle torride giornate estive diventano calde e inospitali, quasi ributtanti. In compenso offre un vasto panorama circolare dal Tobbio al Dente al Beigua, sull’alta Val d’Orba e su tutto il territorio del circondario di Ovada.
La partenza è presso il campo da calcio di Rossiglione in località Gargassino (m. 327), al km n. 2 della provinciale per Tiglieto. Dopo un primo tratto nel bosco si esce allo scoperto in una zona singolare e suggestiva, con le scoscese pareti di conglomerato che danno origine a una spettacolare gola. La rada vegetazione s’è tinta d’un bel verde brillante dopo i piovaschi degli ultimi giorni mentre tra i roccioni gorgheggiano placide e limpide le acque del Gargassa. Rustiche passerelle di legno e brevi passaggi attrezzati con catene aggiungono una nota caratteristica a questo luogo così selvaggio.
Più in alto l’ambiente si addolcisce e dopo aver superato due guadi sbuco nella grande radura di Veirera (m. 400 circa), ai margini della quale si trova una cascina-rifugio di proprietà del Parco del Beigua. Qui incontro un po’ di difficoltà nel reperire il sentiero, segnato con tre pallini gialli, che sale al Passo della Rocca dei Corvi e che va poi a congiungersi con l’itinerario Gargassino-Monte Calvo. Dopo un inconcludente peregrinare tra le case e l’erba alta, trovo finalmente la palina in legno “Sentiero Natura” che mi indirizza sulla giusta traccia.
Il sentiero si innalza deciso sul fianco sinistro della vallata permettendo una visione dall’alto di questo piccolo canyon. Alla mia destra compare il cosiddetto “Barcun dra Scignura” (balcone della signora), caratteristico foro in uno spalto roccioso che sarebbe lo sfondo ideale per una scena con Wile Coyote e l’inafferrabile “Beep Beep”. I tre pallini gialli risalgono il dorso di un costone fino ai piedi delle bastionate della Rocca Giana. Poi piegano a destra e, dopo una facile cengia attrezzata con funi d’acciaio, arrivano al Passo della Rocca dei Corvi (m. 510).
Una breve deviazione permette di raggiungere il soprastante pulpito roccioso che offre un magnifico colpo d’occhio sul corso del Gargassa.
Dal passo il sentiero scende sull’opposto versante in una valletta appartata. Poi riprende a salire fino a incrociare l’itinerario Gargassino-Monte Calvo segnato con un pallino giallo.
Si procede ora con dolci saliscendi per piccoli valloncelli e larghe dorsali punteggiate di pini in un ambiente aspro e solitario. Superata la Sella del Bercante (m. 481) e i ruderi della Cascina Castellaschi (m. 515), affronto una ripida rampa tra gli alberi sistemata con alcuni scalini di legno e guadagno così una piccolo intaglio sulla cresta rocciosa della Rocca dei Castellaschi (m.618) da cui si può vedere l’ultima parte del percorso. Dopo una breve discesa alla Sella Cian d’ Crastàn, risalgo un’ampio crinale che termina su un poggio panoramico. Svolto a destra e imbocco una stradina sterrata che procede ai margini di un podere e che, alla Colla Albergasso (m. 700), incontra la strada asfaltata Valico della Crocetta-Vasche di Tiglieto, proprio a piedi del cocuzzolo del Calvo.
Ancora pochi minuti di cammino e sono di fronte alla casermetta della DI.CA.T. Percorro infine la breve cresta sommitale (ampie vedute verso i pascoli del Monte Le Ciazze) e ne raggiungo l’estremità occidentale dove si trova un’antica croce di ferro (m. 739) ben visibile dalle sottostanti case di Tiglieto.
Mi piacerebbe scendere direttamente a casa ma devo recuperare la macchina che ho lasciato al campo di Rossiglione. Così seguo fedelmente il pallino giallo e, con una piacevole e comoda discesa, faccio ritorno al Gargassino dove concludo questa bella escursione.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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